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Città di Ovada

La Città di Ovada, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Piemonte e la Regione Piemonte, ha realizzato per la prima volta in Piemonte un museo interamente dedicato alla Paleontologia, illustrandone sia le principali tematiche generali, sia gli aspetti più specificamente connessi all’evoluzione geologica e paleontologica del Piemonte meridionale (Bacino Terziario ligure-piemontese).

 Assocazione Calappilia

Il Museo Paleontologico è collocato nella chiesa di Sant’Antonio, parte di un piccolo centro ospitaliero, edificata nel Trecento in un’area allora esterna all’abitato di Ovada; oggetto di rifacimenti nel Settecento, essa fu interdetta al culto nel 1840, dopo essere stata utilizzata come lazzaretto durante un’epidemia di colera, e nel 1882 fu trasformata in carcere. Il Museo è dedicato a Giulio Maini, appassionato naturalista ovadese, nel ricordo della sua attività di raccolta e di conservazione di minerali e fossili, in larga parte proveniente dal territorio, e dell’opera di divulgazione e didattica svolta dalla famiglia Briata–Maini negli ultimi vent’anni. L’esposizione abbina nel progetto una valenza scientifica ed una forte impronta didattica, costituendo un interessante punto di riferimento per studenti, ricercatori, appassionati di Paleontologia e per quanti vogliano conoscere, attraverso esempi tangibili ed eloquenti, l’affascinante storia più antica del territorio, scritta indelebilmente nel suolo e nelle rocce. dscn7026 Il percorso si sviluppa dalla illustrazione delle principali tematiche connesse allo studio dei fossili, per poi scendere ne dettaglio delle diverse ere geologiche, di cui vengono sintetizzati i caratteri generali, soprattutto in riferimento alla storia evolutiva dei diversi organismi viventi e del loro paleoambiente naturale. Il conservatore del museo è il paleontologo dott. Piero Damarco.
 

 

 


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